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mercoledì 19 febbraio 2014

19 Febbraio 2014
di Gianbattista Tagliani @gian2910

E’ ora. E’ ora che il premier incaricato Matteo Renzi tiri fuori gli attributi. L’incontro farsa con Beppe Grillo, ennesimo show sproloquio dell’ex comico (ex perché non fa più ridere), offre a Renzi un’opportunità notevole. Nonostante gli iscritti al M5S avessero espresso, a maggioranza, la volontà che il partito aprisse  un canale di comunicazione con il governo nascente, il loro leader, applicando italicamente i principi fondanti la democrazia, se n’è fregato e pur accomodandosi al tavolo, ha negato l’apertura di un qualsivoglia canale. Uscendo dall’incontro per altro, Grillo ha confermato che a suo giudizio sia impossibile dialogare con questo sistema, per chi questo sistema vuole distruggere.  L’opportunità di Renzi è dunque quella di poter dimostrare la sua leadership con autorevolezza. 
In Italia s’è sempre equivocato sul concetto di democrazia. Si è sempre creduto che democratico fosse un provvedimento che non scontenta nessuno e che favorisce tutti o quasi. 
Democrazia invece vuol dire che in una comunità di 100 persone, se 51 vogliono una cosa (eventualmente anche penalizzante la minoranza ma chiaramente nel rispetto della legge), il soccombente 49 la accetta e subisce. 
L’incontro di oggi è la dimostrazione che forse, l’ingresso a Chigi senza passare dal voto , potrebbe rivelarsi  un azzardo eccessivo per Matteo Renzi. Una legittimazione elettorale avrebbe garantito una forza d’urto decisamente maggiore alle sue iniziative. Ma ormai la frittata è fatta ed il Sindaco deve agire. 
In Italia serpeggia uno strumentale quanto ipocrita pregiudizio sulle figure autorevoli perché sistematicamente confuse, in ragione dell’invidia, con quelle autoritarie o dispotiche. Matteo Renzi, la cui autorevolezza può esser minata dalla mancata legittimazione elettorale ha ora la grande occasione di affermarla attraverso la propria iniziativa politica. E’ troppo alto il rischio che ci si impantani ancora una volta sul dibattito sui mille “forse non avrebbe dovuto”, “i retroscena consiglierebbero una riflessione approfondita”, ecc. 
A Milano si dice: hai voluto la bicicletta, adesso pedala. E pedala senza guardarti indietro Matteo, punta un obiettivo e conquistalo, senza proclami o frenetiche ricerche del consenso preventivo. A nessuno interessa lo scadenziario delle riforme. Che ci si dica che la legge elettorale o la riforma dello statuto dei lavoratori si farà in Febbraio o in Marzo non importa a nessuno. La gente è abituata e nauseata dallo Stato che promette e non mantiene, dalla PA che dice che paga i fornitori e poi non lo fa.  Il premier incaricato eviti perdite di tempo come quella di oggi con Beppe Grillo.
Non c’è nessun obbligo morale, tantomeno legale a parlare con chi ti insulta e ti considera illegittimo. Se Renzi riesce a costruire una maggioranza si impegni senza sosta a realizzare gli obiettivi della stessa, e se la legge elettorale la si facesse a Maggio non credo che nessuno si straccerebbe le vesti. 
Ma intanto, almeno una cosa, facciamola. 

Ora Renzi "scateni l'inferno"

By: Unknown on: 05:47

sabato 30 novembre 2013

30 Novembre 2013
di Gianbattista Tagliani @gian2910

Riporto lo scambio epistolare seguito al confronto televisivo tra i candidati alle primarie PD.

(N.): Io cerco di scindere il"quello che dicono" dal "come lo dicono". Per cui cerco sempre di rileggere il giorno dopo le dichiarazioni fatte in tv.
 Per esempio se vi mettere a LEGGERE cosa dice Grillo la più parte delle volte troverete un cumulo di cazzate che sentendolo vi erano sfuggite (in quanto lui le racconta bene). Che poi la gran parte degli ascoltatori si faccia influenzare da come le cose sono dette e un fatto indiscutibile.
Cio' premesso. I miei commenti su cosa hanno detto.
Cuperlo odora di vecchio PCI e le sue idee in gran parte le trovo vecchie ma e garbato e colto e quindi puo' piacere. Ma non alla base ex PCI.
Civati piace perche' è concretamente brianzolo (come del resto era il giovane Berlusca,ora non piu') ma si illude che facendo le elezioni presto il PD, anche con una legge elettorale nuova il PD le vinca e invece non si consegni l'Italia al ricatto dei due psicopatici.
Renzi. Resta il piu' concreto (anche se Crozza la pensa diversamente) in quanto le tre cose che dice di voler fare (via il Senato, via le provincie,nuova legge elettorale (quale?) dovrebbero trovare il consenso di Alfano e soci e tirare avanti un altro anno con Letta e presentarsi agli elettori con qualche risultato che adesso non c'è.
Cosa ne pensate?

(C.): Mio caro notista politico, vedo che anche tu ti sei dilettato del pd show di ieri sera. Nonostante io sia appassionata della “porca politica” sono riusciti ad annoiarmi.
Le formule, le tempistiche, lo studio dei palinsesti (il venerdì aumenta lo share) trucco e parrucco dei competitors, concetti? Zero.
 Io sono rimasta ancorata alla Politica delle idee, non degli slogan.
Renzi  era imbarazzato, ormai definitivamente affermato e acclamato dal sistema mediatico. E’ presuntuoso e avrà brevissima vita politica anche grazie a King Geroge.
Civati è simpatico e dice anche cose politiche precise, ma ricorda che io sono cattolica apostolica e “conservative” e alcune cose dette dal giovane Pippo mi sconcertano, per fortuna l’anagrafe e i malanni mi impediranno di vederle.
Per finire Cuperlo, intelligente e colto, allevato alla corte di D’Alema, ha contratto la stessa antipatia del suo maestro, ha quell'aria di superiorità mitteleuropea non adatta per i calabresi, sardi, o pugliesi. Purtroppo l’Italia è una e solo una. Lo voterò, sai che io sono sempre per il contrario, compreso per la logica.

(G.): Caro N., rispondo prima a te perche' con il "terzo lato del triangolo" ho già parlato a voce!
Ieri ti ho parlato di un crescente convincimento sull'opportunità che sia Civati a guidare il Pd e Renzi un prossimo governo (e parlo a titolo personale, non in veste di osservatore che cerca di prevedere cosa accadrà).
In Renzi c'è molto dell'Obama primi tempi, quello accattivante, brillante, dotato di una notevole disinvoltura dialettica (sostenuta da trucchetti che non amo molto ma funzionano, tipo non guardare mai negli occhi l'interlocutore), quello carismatico/iconografico. Ma c'è anche molto del secondo Blair, quello più self confident, concreto (quasi cinico) e cool. Se a questo aggiungi un tocco di Italianità elitaria ma che piace anche alle mamme/nonne, il potenziale è enorme.
Ma c'è anche un grosso rischio che è l'altra faccia della medaglia delle sue qualità: Renzi è un accentratore, un catalizzatore e dunque per sua stessa natura un potenziale fattore di frattura, come lo è stato Berlusconi.
 Prima di dirti degli altri due però devo tirare una riga.
Renzi parla come se l'8 si votasse per Chigi. Renzi ha detto che dopo l'8 il governo dovrà cambiare rotta. Non ha detto "Nascerà un nuovo PD". E' abbastanza evidente che in quanto a scelta di tematiche da mettere sul tavolo ed al modo di trattarle, Renzi giochi su un piano diverso dagli altri due. E questo rafforza ancora di più la sua posizione perche' in fin dei conti alla massa di quello che succederà al PD importa davvero poco.
Tornando ai due "veri" concorrenti per la segreteria, o forse agli unici cui interessa diventare segretari per fare i segretari, Civati mi sembra quasi sincero quando parla (e qui la sparo grossa lo so). Mi sembra soprattutto uno consapevole della realtà italiana e soprattutto del partito. E' un provocatore simpatico e anche l'unico, finora, che si è esposto in un'occasione, non celebrativa o mediatica (Leopolda o simili), ma ostica e spinosa come la sfiducia alla Cancellieri. Renzi è stato più abile tatticamente perche' per primo ha detto "fossi la Cancellieri, darei le dimissioni", ma nulla ha detto prima che la si votasse, sulla sfiducia.
Cuperlo è gradevole per quello che dice e per certi versi anche per come lo dice. E' però quel tipo di blasee che 3/4 di Italia non ha mai conosciuto e molti di quell'ultimo quarto si stanno scordando di cosa significhi esserlo.
No comment la voce di Cuperlo che secondo me è un vero e proprio handicap per lui.
Chiudendo, con un commento anche al "terzo lato del triangolo".
Ho la sensazione che si stia ripetendo per l'ennesima volta quella diabolica catena d'eventi gravi, storici, congressuali, finanziari, parlamentari, borsistici ecc, che ci porterà......nowhere.
Ma ci permetterà di rimandare ancora tutto in attesa che qualche manna dal cielo caschi sui cieli italici.

Confronto PD. Commenti epistolari

By: Unknown on: 09:15

sabato 20 aprile 2013

di Gianbattista Tagliani @gian2910

L'elezione di Giorgio Napolitano per un secondo mandato al Quirinale segna la fine di Beppe Grillo come leader credibile e riconosciuto del Movimento 5 Stelle.
Dal giorno delle politiche, in cui ha registrato un risultato cospicuo, per quanto favorito da un massiccio astensionismo, la leadership del movimento s'è progressivamente auto esclusa.
Il tutto nasce da un errore iniziale, irrimediabile nel breve termine, poi ripetuto una volta (lungo il processo di autolesionismo di cui sopra) e ripetuto di nuovo in questi giorni di votazioni per il Quirinale.

Il web è una risorsa infinta di idee e soluzioni, oltre ad avere un potere aggregatore che ridicolizza i media tradizionali, ma non è un luogo per Guru proprio per la sua natura indipendente e universale. Il riferimento è chiaramente a Casaleggio, ispiratore degli strali Grilliani. 
Il peccato originale è stata l'applicazione superficiale e sbrigativa del dirompente (in un contesto come quello italiano) concetto di democrazia partecipativa. Era ora che si svegliasse la coscienza collettiva, attraverso lo stimolo di quelle individuali, anche un po' edonistiche che il mondo dei social network esalta efficacemente. Ma per chi del concetto di merito s'è fatto alfiere, atterrare l'asticella delle qualità individuali per garantire la massima "democrazia", ha fatto si che i candidati vincenti delle Parlamentarie, siano stati scelti secondo un criterio analogo al televoto di Sanremo o del GF. Cosa tutt'altro che illecita o pregiudizialmente sbagliata, ma se poi in parlamento ci si ritrova gente che non solo è estranea al sistema, ma è estranea anche ai temi, ai modi, al vocabolario, alla cultura politica, non ci si lamenti. La capogruppo M5S alla Camera, Lombardi, oggi rispondendo al direttore del TG7 Mentana, che le chiedeva un parere sull'ipotesi Napolitano al Quirinale, ha risposto: "Sono solo la portavoce di portavoce. Non posso rispondere".

Il peccato originale è stato poi ripetuto con il dibattito sul nuovo governo in cui la strategia politico comunicazionale del guru Casaleggio ha fatto registrare il record di sintesi, all time. Non uno slogan; due lettere. NO
No a tutto sempre e comunque perchè i rappresentanti in parlamento del movimento sono l'espressione del  popolo sovrano (come se quei cittadini che non hanno votato il M5S fossero alieni o clandestini) che non negozia, indica, attendendosi una mansueta accettazione del dictat. Un'analisi storica del risultato della strategia Casaleggio è stato un successo mediatico digitale senz'altro gratificante ma sostanzialmente insignificante sia in termini di consenso diffuso che, e soprattutto, di consenso parlamentare.

Dopo i primi due errori, senz'altro ispirato dalla saggezza latina "repetita iuvant", Grillo e Casaleggio hanno puntato decisi al tris. Così son nate le Quirinarie (mi inquieta il pensiero di quanti poppanti italiani potranno, d'ora in poi, esser chiamati Stefanario o Farncescaria, tanto per esser di moda). Il nome di Stefano Rodotà era quello che in inglese è detto easy shot, tanto che oggi Fabrizio Barca ha dichiarato che era incomprensibile che il PD non convergesse sull'ex Garante della Privacy. Eppure l'han bruciato. 

La mia opinione è che per fare una vera rivoluzione non si può presecindere da un ideale, da rivoluzionari "professionisti" e da una vera leadership. Qual è l'ideale del M5S oltre alla promozione e diffusione dell'odio e del rancore? I rivoluzionari professionisti non si trovano su Youtube. Un leader guida il suo popolo, non lo spinge verso il fronte, dalle retrovie. Dopo questi frenetici giorni cosa è riuscito a conquistare, oltre che la testa imbalsamata di Bersani da appendere sul camino del camper? 
L'Italia merita una leadership capace, concreta e talentuosa com'è il suo popolo.

Inglorious bastard. La fine di Grillo

By: Unknown on: 12:05

 

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